Agenzia delle Entrate 2026: intensificazione dei controlli e accelerazione delle cartelle di pagamento
INTRODUZIONE
Nell’ambito della nuova convenzione triennale sottoscritta con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Agenzia delle Entrate punta a notificare tra i 24 e i 31 milioni di atti di recupero nel corso del 2026. Per imprese, professionisti e contribuenti con posizioni debitorie aperte, questo significa una probabilità concretamente più alta di ricevere cartelle di pagamento, avvisi e intimazioni nei prossimi mesi. Conoscere i meccanismi di questa accelerazione e le opzioni disponibili è il primo passo per gestire la propria posizione fiscale in modo consapevole.
COSA PREVEDE LA NOVITÀ
Il piano operativo prevede l’invio fino a 20 milioni di cartelle di pagamento e circa 11 milioni di solleciti, con un’accelerazione significativa dei tempi di lavorazione, per recuperare almeno 14,3 miliardi di euro già nel corso del 2026.
L’obiettivo dichiarato dell’Amministrazione finanziaria è ridurre il tempo che intercorre tra l’affidamento del credito e la sua notifica al contribuente, portandolo a circa tre mesi, così da aumentare l’efficacia della riscossione e limitare il rischio di insolvenza. In parallelo, verranno intensificate le procedure di recupero forzoso nei confronti di chi, dopo aver ricevuto gli avvisi, non regolarizzi la propria posizione.
COSA CAMBIA IN PRATICA
I nuovi controlli non riguarderanno indistintamente tutti i cittadini, ma interesseranno soprattutto coloro che presentano posizioni debitorie già accertate e affidate all’agente della riscossione.
La novità sostanziale non è l’esistenza dei controlli, ma la velocità con cui verranno notificati gli atti: il termine medio tra l’affidamento del credito e la notifica al contribuente scenderà a circa tre mesi. Chi ha debiti con il Fisco già accertati, e che finora non aveva ricevuto comunicazioni formali, ha oggi una probabilità concretamente più alta di ricevere un atto nei prossimi mesi.
In questo contesto, la Rottamazione-quinquies — che riguarda tutti i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 — prevede per chi ha già aderito il pagamento della prima rata entro il 31 luglio 2026, una scadenza ravvicinata da non trascurare.
IMPATTO PER IMPRESE, PROFESSIONISTI O CONTRIBUENTI
La misura riguarda chiunque abbia posizioni debitorie già affidate all’agente della riscossione, anche risalenti nel tempo. Per le imprese, in particolare, è opportuno verificare se esistano debiti pregressi non regolarizzati relativi a contributi INPS, IVA o imposte dirette, poiché l’intensificazione delle notifiche aumenta il rischio di ricevere atti con termini di pagamento ravvicinati, oltre ai quali scattano le misure esecutive.
Chi riceve una cartella ha a disposizione strumenti di tutela precisi: il pagamento entro i termini indicati, la richiesta di rateizzazione, il ravvedimento operoso ove applicabile, o la verifica della legittimità dell’atto tramite un professionista. Agire tempestivamente, senza attendere solleciti successivi, riduce significativamente il rischio di sanzioni aggiuntive e procedure esecutive.
CONCLUSIONI
L’accelerazione del piano di riscossione 2026 rende ancora più importante per imprese e contribuenti avere piena consapevolezza della propria posizione fiscale e agire con tempestività in presenza di debiti aperti. Per chiarimenti o supporto fiscale, lo Studio Severini è a disposizione.
FONTE
Ministero dell’Economia e delle Finanze / Agenzia delle Entrate — Convenzione triennale 2026