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Dal 1° luglio 2026 stop alla compensazione in F24 tra crediti fiscali e debiti INPS e INAIL

Dal 1° luglio 2026 stop alla compensazione in F24 tra crediti fiscali e debiti INPS e INAIL

INTRODUZIONE

A partire da oggi, 1° luglio 2026, entra in vigore il divieto introdotto dall’articolo 26 della Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025) che impedisce di utilizzare i crediti d’imposta in compensazione nel modello F24 per pagare i contributi previdenziali dovuti all’INPS e i premi assicurativi dovuti all’INAIL. Una modifica operativa di rilievo, che riguarda direttamente imprese, professionisti e tutti i soggetti che gestiscono regolarmente versamenti contributivi tramite F24, con effetti immediati già a partire dai prossimi scadenziari mensili.

COSA PREVEDE LA NOVITÀ

La norma, contenuta nell’articolo 26, comma 1, lettera a) della Legge n. 199/2025, modifica le regole sulla compensazione nel modello F24 vietando espressamente l’utilizzo dei crediti d’imposta per estinguere i debiti contributivi nei confronti di INPS e INAIL. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è prevenire fenomeni fraudolenti e di evasione fiscale legati all’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti o non spettanti in compensazione. Nel 2024 e nel 2025 l’Agenzia delle Entrate ha sospeso diversi miliardi di euro di crediti d’imposta a rischio, per circa il 70% riferibili a tentativi di compensazione indebita.

La stessa norma abbassa inoltre da 100.000 a 50.000 euro la soglia oltre la quale scatta il blocco delle compensazioni per i contribuenti che hanno importi iscritti a ruolo scaduti e non sospesi, rendendo più stringente anche questo limite.

COSA CAMBIA IN PRATICA

Da oggi i versamenti di contributi previdenziali INPS e premi INAIL tramite F24 devono essere effettuati esclusivamente con disponibilità finanziarie proprie, senza possibilità di abbattere l’importo da versare mediante utilizzo di crediti d’imposta. I crediti d’imposta potranno continuare a essere usati in compensazione per estinguere debiti erariali — IRPEF, IRES, IVA, IRAP — ma non più per pagare le componenti contributive e assicurative del modello F24.

Rimane aperta una questione interpretativa: la norma si applica solo ai crediti maturati dal 1° luglio 2026 in poi, oppure anche a quelli già esistenti al 30 giugno 2026? L’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito un chiarimento ufficiale definitivo sul punto, che sarà determinante per molti contribuenti che hanno già crediti disponibili e piani di compensazione in corso.

IMPATTO PER IMPRESE, PROFESSIONISTI O CONTRIBUENTI

Il cambiamento riguarda direttamente tutte le imprese e i professionisti che finora hanno utilizzato crediti d’imposta — come il credito Transizione 4.0, il credito ricerca e sviluppo, o altri crediti da dichiarazione — per ridurre o azzerare il carico contributivo mensile. Da oggi questo meccanismo non è più disponibile per la quota INPS e INAIL del versamento F24, con un impatto potenzialmente significativo sulla gestione della liquidità aziendale, in particolare per le imprese che gestivano in modo pianificato la compensazione mensile dei contributi.

È importante che imprese e consulenti verifichino con urgenza i propri piani di compensazione, aggiornino le deleghe F24 già predisposte e si assicurino di disporre della liquidità necessaria per coprire integralmente la componente contributiva dei prossimi versamenti.

CONCLUSIONI

L’entrata in vigore dal 1° luglio 2026 del divieto di compensare crediti d’imposta con debiti INPS e INAIL richiede una revisione immediata delle modalità di gestione dei versamenti F24 per tutte le realtà che fino ad oggi hanno fatto ricorso a questo strumento. Per chiarimenti o supporto fiscale, lo Studio Severini è a disposizione.

FONTE
Legge n. 199/2025, articolo 26 (Legge di Bilancio 2026) — Agenzia delle Entrate-Riscossione