Decreto correttivo Omnibus: le principali novità fiscali per imprese, professionisti e contribuenti
INTRODUZIONE
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha approvato nella seduta del 10 giugno 2026 un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive in materia di imposte sui redditi, imposta sulle successioni e donazioni, IVA, accise, controlli e adempimento collaborativo. Il decreto correttivo Omnibus porta modifiche operative concrete su ambiti che riguardano direttamente il lavoro quotidiano di imprese, professionisti e studi: dai registri IVA ai cedolini paga, dalle auto in uso promiscuo alle dichiarazioni dei professionisti.
COSA PREVEDE LA NOVITÀ
Il decreto interviene su più fronti in modo trasversale. Le novità principali riguardano:
Familiari a carico. Con effetto già a partire dall’anno d’imposta 2025, e quindi sulle dichiarazioni dei redditi 2026, il vincolo della convivenza viene meno per i figli — compresi gli over 30 e i figli nati fuori dal matrimonio, adottivi, affiliati o affidati — indipendentemente dall’età. Per il coniuge la convivenza non era mai stata un requisito, mentre per gli ascendenti e gli altri parenti le regole restano invariate.
Detrazione IVA. Viene concesso più tempo per detrarre l’IVA sugli acquisti, fino alla dichiarazione del secondo anno successivo, ripristinando in sostanza le regole in vigore prima del 2017.
Fringe benefit auto aziendali. Il decreto introduce nuove percentuali di tassazione per i fringe benefit relativi alle auto aziendali in uso promiscuo, con decorrenza dal periodo d’imposta 2026.
Altre misure. Il provvedimento modifica inoltre il trattamento delle plusvalenze e dei crediti d’imposta, rivede la tassazione agricola e delle imprese, e apporta modifiche alle norme su successioni, donazioni e accise.
COSA CAMBIA IN PRATICA
Il termine massimo per l’approvazione definitiva dei decreti legislativi attuativi della legge delega n. 111/2023 è fissato al 29 agosto 2026. Nel frattempo, alcune delle disposizioni — in particolare quella sui familiari a carico — hanno effetto retroattivo già sull’anno d’imposta 2025, il che può influenzare le dichiarazioni dei redditi attualmente in corso di compilazione e presentazione.
La novità sulla detrazione IVA riguarda imprese e professionisti che, in determinati casi, non erano riusciti a esercitare il diritto alla detrazione entro i termini precedentemente previsti: il decreto amplia la finestra temporale disponibile, riducendo il rischio di perdere definitivamente il credito IVA.
IMPATTO PER IMPRESE, PROFESSIONISTI O CONTRIBUENTI
Il decreto Omnibus interessa una platea molto ampia. I contribuenti che sostengono spese per figli non conviventi possono ora verificare se spettano detrazioni in precedenza non applicabili. Le imprese con dipendenti che utilizzano auto aziendali in uso promiscuo devono aggiornare i calcoli del fringe benefit. I professionisti e le imprese con posizioni IVA non ancora definite possono beneficiare dei nuovi termini per l’esercizio della detrazione.
La lettura più prudente è questa: il fisco sta intervenendo su punti dove la prassi si era mossa più velocemente della norma. Il contribuente che attende la dichiarazione per accorgersene arriva tardi — queste modifiche vanno gestite come un tema di governance fiscale, con procedure, archivi ordinati e decisioni documentate.
CONCLUSIONI
Il decreto correttivo Omnibus introduce modifiche che, pur presentandosi come aggiustamenti tecnici, hanno effetti pratici immediati su detrazioni, auto aziendali, IVA e dichiarazioni in corso. Un’attenta verifica della propria posizione è opportuna prima della chiusura della campagna dichiarativa. Per chiarimenti o supporto fiscale, lo Studio Severini è a disposizione.
FONTE
Ministero dell’Economia e delle Finanze — Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026