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Passaggio generazionale d’impresa: l’Agenzia delle Entrate chiarisce le regole sull’esenzione da successioni e donazioni

Passaggio generazionale d’impresa: l’Agenzia delle Entrate chiarisce le regole sull’esenzione da successioni e donazioni

INTRODUZIONE

Con la risposta a interpello n. 115 del 13 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti importanti in materia di passaggio generazionale d’impresa, affrontando due questioni di particolare rilievo pratico: la nozione di controllo societario rilevante ai fini dell’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni e il trattamento delle quote detenute in comunione ereditaria indivisa. Un tema che riguarda direttamente le famiglie imprenditrici e i professionisti che le assistono nella pianificazione della successione aziendale.

COSA PREVEDE LA NOVITÀ

L’ordinamento fiscale italiano prevede un’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per i trasferimenti di quote sociali e azioni, a condizione che il trasferimento consenta l’acquisizione o l’integrazione del controllo societario da parte del beneficiario e che quest’ultimo si impegni a mantenere il controllo per almeno cinque anni. Si tratta di una misura pensata per favorire la continuità delle imprese di famiglia attraverso le generazioni, evitando che il peso fiscale della successione obblighi gli eredi a cedere le partecipazioni per far fronte al tributo.

Con la risposta n. 115/2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’esenzione non si applica ai trasferimenti di quote detenute in comunione ereditaria indivisa che non consentono l’acquisizione o l’integrazione del controllo societario. In altre parole, non è sufficiente che le quote trasferite, sommate a quelle già detenute dagli altri coeredi, raggiungano la soglia del controllo: è necessario che il singolo beneficiario, a seguito del trasferimento, acquisisca o consolidi una posizione di controllo individuale sulla società.

COSA CAMBIA IN PRATICA

La distinzione operata dall’Agenzia è rilevante in tutti i casi in cui la successione determina una frammentazione della compagine societaria tra più eredi, ciascuno dei quali riceve una quota insufficiente, da sola, a garantire il controllo della società. In queste situazioni, l’esenzione non opera automaticamente per tutti gli eredi che ricevono quote: è necessaria una verifica puntuale della posizione di ciascun beneficiario prima e dopo il trasferimento.

Per le famiglie che intendono pianificare il passaggio generazionale in modo da beneficiare dell’esenzione, la risposta a interpello suggerisce la necessità di strutturare l’operazione con anticipo, eventualmente attraverso patti di famiglia o donazioni mirate che consentano a uno o più eredi di acquisire una posizione di controllo chiara e individuale sulla società.

IMPATTO PER IMPRESE, PROFESSIONISTI O CONTRIBUENTI

La notizia interessa direttamente le famiglie imprenditrici con partecipazioni societarie e i loro consulenti, in particolare quando la struttura proprietaria dell’azienda è già frammentata tra più rami familiari o quando la successione riguarda quote minoritarie. Una pianificazione fiscale del passaggio generazionale che non tenga conto di questo orientamento dell’Agenzia delle Entrate rischia di determinare l’applicazione dell’imposta sulle successioni in misura piena, con aliquote fino all’8% e franchigie variabili in base al grado di parentela.

CONCLUSIONI

La risposta a interpello n. 115/2026 offre un orientamento chiaro su un aspetto delicato della fiscalità del passaggio generazionale: l’esenzione da successioni e donazioni sulle partecipazioni societarie non è automatica e richiede una verifica attenta della struttura del trasferimento. Per approfondimenti sull’argomento e per valutare gli effetti delle novità fiscali sulla propria situazione, è possibile contattare lo Studio Severini.

FONTE
Agenzia delle Entrate — Risposta a interpello n. 115 del 13 luglio 2026