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Split payment IVA: confermata la proroga fino al 2029 per le forniture alla Pubblica Amministrazione

Split payment IVA: confermata la proroga fino al 2029 per le forniture alla Pubblica Amministrazione

INTRODUZIONE

Con la decisione di esecuzione n. 2026/1728 del 10 luglio 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 15 luglio 2026, il Consiglio dell’Unione Europea ha autorizzato l’Italia a prorogare fino al 31 dicembre 2029 il meccanismo di scissione dei pagamenti IVA, noto come split payment. Una conferma attesa da tutte le imprese e i professionisti che emettono fatture nei confronti di enti pubblici, amministrazioni statali e società controllate, e che dovranno continuare a gestire questo meccanismo nella propria contabilità IVA per i prossimi tre anni.

COSA PREVEDE LA NOVITÀ

Lo split payment è il meccanismo in base al quale, quando un fornitore emette una fattura nei confronti di un ente della Pubblica Amministrazione o di una società soggetta al regime, l’IVA indicata in fattura non viene versata dal cliente al fornitore, ma direttamente all’Erario dall’ente committente. Il fornitore riceve quindi soltanto il corrispettivo al netto dell’IVA, la quale viene versata dall’ente pubblico direttamente allo Stato tramite i propri conti di tesoreria.

Il meccanismo era stato introdotto in Italia nel 2015 come misura antifrode nell’ambito degli acquisti della Pubblica Amministrazione, in deroga alle regole ordinarie sulla riscossione dell’IVA. Poiché si tratta di una deroga al sistema IVA comunitario, la sua applicazione richiede un’apposita autorizzazione del Consiglio UE, rinnovata periodicamente. La decisione del 10 luglio 2026 rinnova questa autorizzazione fino al 31 dicembre 2029, consolidando la certezza normativa per il triennio 2027-2029.

COSA CAMBIA IN PRATICA

Per i fornitori della Pubblica Amministrazione, la proroga non modifica le regole operative già in vigore: le fatture emesse nei confronti degli enti soggetti allo split payment continuano a riportare l’indicazione dell’IVA con la dicitura “scissione dei pagamenti” e il fornitore non incassa l’imposta, che viene versata direttamente dall’ente pubblico. Dal punto di vista della liquidazione IVA, questo meccanismo genera strutturalmente crediti IVA in capo ai fornitori, che non incassano l’imposta sulle vendite ma continuano a pagare l’IVA sugli acquisti: una situazione che richiede un’attenta gestione dei rimborsi o delle compensazioni.

La proroga al 2029 consente alle imprese di pianificare con maggiore certezza la propria gestione della liquidità IVA nei prossimi anni, senza dover fare affidamento su rinnovi annuali o biennali che in passato hanno generato incertezza operativa.

IMPATTO PER IMPRESE, PROFESSIONISTI O CONTRIBUENTI

Il meccanismo interessa direttamente tutte le imprese, i professionisti e i lavoratori autonomi che emettono fatture nei confronti di pubbliche amministrazioni, enti locali, ospedali, università, società controllate dallo Stato o da enti pubblici. Per questi soggetti, la strutturale posizione a credito IVA derivante dallo split payment richiede una gestione attiva: la richiesta di rimborso annuale o infrannuale, oppure l’utilizzo del credito in compensazione con altri debiti fiscali tramite modello F24, è un adempimento che non può essere trascurato per evitare un’immobilizzazione permanente di liquidità.

CONCLUSIONI

La proroga dello split payment fino al 2029 offre stabilità normativa alle imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione, confermando un meccanismo ormai consolidato nella pratica operativa. Per chiarimenti o supporto fiscale, lo Studio Severini è a disposizione.

FONTE
Consiglio dell’Unione Europea — Decisione di esecuzione n. 2026/1728 del 10 luglio 2026, pubblicata in G.U.U.E. del 15 luglio 2026